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Alessandra Grasso

Conclude i suoi studi con l’abilitazione all’insegnamento presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma nel 1981.

…Ma in che modo si può trasmettere l’amore e la passione per ciò che si è integrato? Come si può proteggere sé stessi ma soprattutto gli allievi dalla frustrazione che una richiesta inadeguata genera?

Citiamo alcuni dei suoi incontri con artisti e maestri della Danza Europea e dell’Est: Marika Besobrasova, Marcia Haideé,  Alvina Kalcenco , Peter Luwton, Ludmilla Sofronova, Paola Cantalupo, Anna Maria Prina.

Approfondisce infatti il metodo Vaganova presso l’Accademia di Balletto di Kiev dove porta a termine il suo ciclo di studi che la perfezionano nell’insegnamento della tecnica e del Repertorio e dove più avanti firmerà e metterà in scena  numerose coreografie presso l’ Opera Nazionale della stessa città.

Analizzando lo studio del metodo presso l’ Accademia di Montecarlo, dove per numerosi anni fa parte dell’ Associazione Insegnanti dello stesso istituto, scopre che questo arricchito dalle raffinate nuances francesi, è godibilmente trasferibile nel corpo dei suoi giovani allievi e che può essere, con una trasmissione rispettosa, un gradevole stimolo anche lì dove l’insegnamento della pura tecnica rischia di mortificare l’aspetto creativo del suo approccio.

Ballare nei teatri più rappresentativi in  Italia ed in Europa (Svizzera, Germania, Finlandia,…) le offre l’occasione di maturare una grande sensibilità per la materia coreutica che esprimerà in tutte le sue composizioni coreografiche tra le quali  ricordiamo “Solo di Donna” (in anterprima Nazionale presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma), “Partitura Spartita”, “Dalla parte dell’Occhio”, “Medea”, “Movimenti”, “Dalla parte del cuore”.

Incontra la Danza Sensibile di Claude Coldy nel deserto Africano, nelle foreste canadesi, nelle isole del Pacifico, da qui nasce la necessità di una pratica più cosciente del movimento.

Rifinisce le sue conoscenze tecniche presso il Conservatorio di Praga con lo studio della Barre Flexible di Vilfride Piollet condotto da Silvie Billy , con la ricerca della  Mobilità di Jean Christophe Parè,  con la Erik Hawkins Technique nelle lezioni di Nadine Beaulieu.

Diventa Danzaeducatore presso il Musikè di Bologna diretto da Franca Zagatti.

La frequentazione di Ingrid Giel ed il metodo Chladek a Vienna le  permettono di diventare un formatore di questo rivoluzionario  sistema, potendolo così divulgare presso la propria struttura Curethedance©.

Prende per mano i suoi allievi presso il Centro da lei diretto dal 1993 e tutte le esperienze fatte nella ricerca di una metodologia referente nei confronti del corpo e dell’animo dei danzatori, continuano a nutrire il suo pensiero artistico.

“Bisogna incontrare la propria danza” che utilizzi il movimento puro, spogliato di ogni formalità (Alessandra Grasso).