Home Archivio degli eventi Come Medea - Gennaio 2007

Disegno di Alessandra Grasso, 2005

Una ricerca sugli stati d’animo, sulle intensità, sul dramma dell’uomo e del suo vivere. Questi continui e complessi dilemmi sono stati vissuti, nel senso più complesso e vero del termine “autore”, da Pier Paolo Pasolini in tutta la Sua Opera cinematografica. L’incontro della coreografa Alessandra Grasso, romana già autrice di diversi lavori sulla donna, con l’Opera di Pasolini e con questa in particolare come la “Visione della Medea”, presenta nell’universo delle Arti oltre alla musica, al melodramma, al teatro, alla drammaturgia, la forte tensione emotiva sprigionata dalle coreografie. Corpi che raccontano, che tracimano sul pubblico sensazioni di un tempo lontano portando la nostra attenzione sull’eterno contrasto tra amore e disperazione, tra aspettative e realtà, tra gli ideali ed il modo per raggiungerli, e dove il gesto drammatico di una madre  risuona come ultimo, insostenibile grido di estrema protesta non verso il singolo uomo, verso l’amore ripudiato, ma verso l’intera società traditrice di ideali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non dimenticare Corinto

di Bianca Maria Spernanzoni


Una cascata di gelo

Ha pietrificato una notte

Di questo agosto rovente,

 

Colate di cemento

Mi hanno invaso ogni vena

del sistema circolatorio.

 

Non voglio pensare a quei tuoi occhi vitrei

la cui dolcezza si è disciolta con rapidità feroce

diluita in un indifferenza sospettosa,

 

una nube grigia e minacciosa ha oscurato ogni mio pensiero,

ha avvolto in una coltre insana il campo di fiori ridenti coltivati

con cura dentro di me.

 

Candore puro deturpato da gocce d’inchiostro

Spremute da ogni tuo passo

Mentre ti allontanavi da me.

 

Non dimenticare.

Quanto il rispetto sia la radice di ogni legame.

Quanto la fiducia sia sapere che mi salverai dai vampiri©

Quanto l’amore sia l’essenza della vita.

 

Non dimenticare Corinto.


© citazione da The Power Of Love Lyricsby Frankie Goes To Hollywood

“I'll protect you from the hooded claw
Keep the vampires from your door”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A mio figlio

di Bianca Maria Spernanzoni

- Abnegazione -

La ferita mi ha scavato così dentro

Da voler annullare tutto ciò che eravamo,

 

disintegrando ogni pegno d’amore,

Destino della mia vita finora.

 

Chiave di volta,

Ha cambiato la mia indole.

 

Mi ha indicato che la gioia è

Dedicare la propria vita ad un altro.

 

Senza questo sacrificio,

Un bambino è privo di difese.

 

Innocenza.

Insegna cosa sia il miracolo dello stupore.

 

Risentirmi viva

In ogni granello di mondo

 

Non appena vedo nei tuoi occhi

La mia luce.