Home Archivio degli eventi Movimenti - Marzo 2006

TEATRO FARA NUME – Via Baffigo 163 - OSTIA

Venerdì 17 sabato 18 alle ore 21,00 - domenica 19 marzo ore 18,00

ANTEPRIMA NAZIONALE dello Spettacolo

della Compagnia di Danza SULLA SCENA : “MOVIMENTI”

Coreografie ALESSANDRA GRASSO

Musica Originale Composta e diretta dal M.tro ANDREA SERAFINI

Dopo DALLA PARTE DELL’OCCHIO”, lavoro rappresentato nella scorsa stagione, ed il successo ottenuto dallo spettacolo di danza “COME MEDEA” per la rassegna su Pier Paolo Pasolini del mese di gennaio, torna sul palcoscenico del Teatro di Via Baffigo la Compagnia di Danza “SULLA SCENA”  diretta da Alessandra Grasso, nello spettacolo “MOVIMENTI”, un opera prima nata dalla collaborazione artistica della coreografa e direttrice del Centro ESPRESSIONE DANZA con il Maestro Andrea Serafini, che per Lei e la Sua Compagnia ha progettato e scritto un opera prima completamente inedita.

La ricerca della Forma in Movimenti è il tema esplorato con la musica e con la danza attraverso una continua e costante tensione ad essa.

Il continuo tentativo di comunicare l’esperienza di quanto infiniti siano gli istanti delle pulsioni, delle emozioni, dei sentimenti.

Ogni volta alla ricerca di una forma che sia la loro voce, che sia loro espressione autentica.

L’autenticità di questa Forma, quando giunge, è qualcosa che arriva nel silenzio mistico della Poesia, misteriosamente fatta di parole…

Musica e danza, dunque, in un ulteriore lavoro di profonda ricerca che vede coinvolto il discorso coreografico di Alessandra Grasso e dei suoi danzatori, oramai una realtà consolidata del nostro territorio.

La Grasso, infatti, oltre a dirigere un importante Scuola di Balletto, è da anni impegnata nella scuola pubblica per l’insegnamento della danza-educativa.

Tutti i danzatori della compagnia sono anche loro del nostro territorio, a riprova che la Cultura e l’Arte in generale possono trovare un terreno fertile e fecondo anche dove può sembrare molto più difficile proporre Arte.

Insomma, il Lavoro della Grasso, la Musica del Maestro Serafini, i Corpi danzanti degli artisti, tutti questi valori si convogliano nel tentativo della ricerca, in un certo senso nell’etica della ricerca, che a volte arriva a creare momenti di autentica poesia.

 

Compagnia Sulla Scena - Marzo 2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scorci di “ Movimenti

di Bianca Maria Spernanzoni

Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere.©

La risoluzione del problema della vita si scorge allo sparir di esso. (Non è forse per questo che uomini cui il senso della vita divenne, dopo lunghi dubbi, chiaro, non seppero poi dire in che consisteva questo senso? ©

 

Scorcio della ricerca (senso)

C’è una ricerca che va al di là di ogni condizione.

Quella del senso.

Ognuno fa il suo tentativo.

Basta avere un barlume in testa,

 

dimenarsi scovare frugare

nei meandri della gente

negli angoli della terra

 

 

L’oggetto è semplice. ©

 

Ecco.

Ho trovato ciò che stavo cercando

proprio sotto la tua sedia rossa.

E’ il tutto di niente.

 

Adesso lo tengo tra le mani

Lo guardo a lungo,

Stupore liquido

mi fa evaporare intorno, su ogni superficie.

Scorcio della comunicazione (parola)

 

Blaterare.

È un continuo minestrone,

(anch’io ne sono ingrediente)

Di frasi vuote come tunnel abbandonati,

 

parole che  mi sento costretta ad udire

restano gli stessi rimbombi

boccolosi ed insipidi.

Mi scoppiano le orecchie.

 

Sorprendentemente sento un voce da fuori

chiarore della mente,

si espande soffusa in me.

Ricomincio da capo, ancora una volta.

 

 

Scorcio dell’ azione (del fatto)

Ho riattaccato tutti i pezzi.

Ogni azione acquista corposità

E l’intenzione che la provoca

è solo vera e nient’altro.

 

Adesso ho un forte desiderio di correre

Con quella luce in tasca.

L’altro mi attende per salire insieme

Il respiro aumenta e i tentativi anche.

 

Sulla cime della montagna è lì che mi attende,

l’incontro circolare.

Appena mi vede, non mi stringe forte

S’ intrecciano le menti.

Scorcio dell’ azione (verità)

Entriamo l’uno dentro l’altro

per raccontarci com’è stato quando

ci siamo svegliati e c’era la neve,

quel biancore ha nascosto ogni cosa.

l’Inutilità.

 

Gli occhi splendono,

Straripano di meraviglia

Esce anche dalle mani,

affiora verso il cielo azzurro.

 

È uno di quegli istanti in cui la terra

non trema dietro al tallone.

Un fiore morbido sboccia dentro,

Puoi camminare sui cornicioni

Continuare a muoverti dentro.

 

Ogni oggetto assume valore

Come quelle stoffe così preziose al tatto

da desiderare che siano animate

E poterle toccare.

Lentamente.

 

Scorcio della natura (vita)

Allora si cammina sull’acqua

E d’un tratto vedi il mondo dalla scogliera,

Senza il timore di cadere.

E ti avventuri nella giungla.

 

Guardi ciò che lasci e ciò che trovi.

Ugualmente e diversamente.

Allora entri in contatto con gli alberi

Danzi nel loro vento.

 

E la vita scorre

di fianco a te parallela

E la guardi mentre corre esplosiva.

Per ricongiungersi a te.

 

Scorcio dell’ amore (l’ineffabile)

E riscopro che l’amore

è nel moto ondoso delle sincronia delle tue con le mie braccia

è l’avvoltolarsi dei corpi dentro l’ingranaggio

della nostra vita a due.

 

E’ sentire insieme.

 

Mentre accucciati continuiamo a cercare.

A guardare dalla stessa parte

anche se il mondo è sottosopra per alcuni tratti;

allora mi attraversi e mi precedi.

 

E mi aspetti.

Tutto ricomincia. All’improvviso.

Il brulicare. L’intreccio. In ogni direzione.

Alla ricerca dell’ineffabile.

 

Noi sentiamo che, anche una volta che tutte le possibili domande scientifiche hanno avuto risposta, i nostri problemi non sono ancora neppur toccati. Certo allora non resta più domanda alcuna; e appunto questa è la risposta. ©

 


© Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus, 1922

 

© ibidem.